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I giocatori del Forlì salutano i tifosi allo stadio Dino Manuzzi di Cesena prima della gara di Coppa Italia contro il Milan nel 1995

La notte in cui Forlì ha toccato il cielo

Ottobre 1995
25

È la sera del 25 ottobre 1995: sotto le luci dello Stadio Dino Manuzzi di Cesena, più di ventiduemila persone si stipano sugli spalti per spingere il piccolo Forlì, militante nel campionato di Serie C2, nell'appuntamento più importante in oltre un secolo di storia.

Di fronte c'è il Milan degli Invincibili guidato da Fabio Capello, una spaventosa corazzata di stelle e campioni che per l'occasione sfoggia un'inedita tenuta di colore giallo.

La cavalcata dei romagnoli fino agli ottavi di finale di Coppa Italia ha già il sapore dolce dell'impresa. Dopo aver steso il Foggia e piegato il Piacenza ai calci di rigore sulle zolle del Morgagni, i ragazzi guidati da mister Franco Bonavita si ritrovano catapultati sul palcoscenico dei sogni.

L'attesa in città è spasmodica: lungo la Via Emilia, nei pochi chilometri che separano Forlì da Cesena, sfilano pullman, auto e persino un'eccentrica limousine da venti metri carica di tifosi in festa.

Il contrasto romantico e la magia del Manuzzi

Quando le due squadre scendono sul terreno di gioco per il riscaldamento, il contrasto è assai evidente ma allo stesso tempo di una bellezza romantica: da una parte i campioni rossoneri che palleggiano con distaccata sicurezza, dall'altra undici ragazzi di provincia che li guardano con venerazione. Poi succede qualcosa di magico: mister Bonavita chiama a sé i suoi e comincia a correre verso la curva biancorossa, scatenando un'ovazione che fa tremare lo stadio. Per mezz'ora la favola sfiora letteralmente il miracolo. Sul punteggio di 0-0, Bonavita chiama lo schema su punizione e Macerata si ritrova la palla del clamoroso vantaggio a botta sicura, fermato soltanto da un'estirada disperata di Tassotti.

Poi la immensa classe del Milan emerge: Dejan Savićević ispira la stoccata vincente di Paolo Di Canio al 38' e nella ripresa Stefano Eranio firma la rete del definitivo 0-2.

Il campo decreta la vittoria del Diavolo, ma il punteggio non scalfisce di un millimetro la magia di quella notte. Il piccolo Forlì esce dal campo a testa altissima, lasciando ai propri tifosi una favola destinata a rimanere eterna nella memoria del calcio di provincia.

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