Il trionfo della Fiorentina in Supercoppa Italiana
C'è una telecamera a bordo campo a San Siro che, per un attimo, smette di trasmettere calcio per farsi custode di una promessa d'amore eterno. È la calda notte del 25 agosto 1996, l'istantanea di un calcio d'altri tempi, fatto di maglie generose e romantiche speranze.
Davanti a oltre venticinquemila spettatori, va in scena la finale di Supercoppa Italiana tra la Fiorentina di Claudio Ranieri e il Milan stellare dei Campioni d'Italia. Un confronto sulla carta proibitivo, ma il calcio di fine estate sa essere magnificamente folle.
Bastano dodici minuti per accendere la serata: Batistuta riceve palla, controlla, disegna un meraviglioso sombrero che disorienta Franco Baresi e scaglia un destro fulmineo alle spalle di Rossi. San Siro ammutolisce
È il vantaggio viola, ma è un'illusione che dura poco. La reazione del Diavolo non si fa attendere e, dieci minuti dopo, Savićević ristabilisce l'equilibrio con un sinistro radente dalla distanza.
La partita rimane serrata, sospesa in un equilibrio fino all’ottantatreesimo minuto, quando Batistuta conquista una punizione dal limite dell'area.Il Re Leone, con un destro bomba a scavalcare la barriera, trafigge Rossi per la seconda volta per il definitivo 1-2.
Ma il vero capolavoro si compie nell'esultanza. Batistuta punta dritto alla telecamera a bordocampo e, con gli occhi colmi d'amore, urla al mondo intero: "Irina te amo!". Un grido spontaneo rivolto alla consorte che squarcia lo schermo e rimane impresso per sempre nei cuori dei tifosi.
Non è solo una dedica, ma anche il ruggito d'amore di un campione eterno che regala a Firenze un trionfo indimenticabile. E mentre scocca la mezzanotte e inizia il 26 agosto, giorno del settantesimo compleanno del club viola, la Fiorentina alza al cielo la sua prima Supercoppa.
Per la prima volta nella storia della competizione, i detentori della Coppa Italia battono i campioni d'Italia. Per tutti, però, resta l'urlo di Batistuta, eterno come la sua leggenda.
Segui @tacchettidiprovincia