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Francesco Totti supera Nordahl e riscrive la storia della Serie A

Gennaio 2012
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C’è una data che il popolo giallorosso custodisce gelosamente nel cuore, come un rullino di vecchie fotografie che non sbiadiscono mai: 21 gennaio 2012. Roma è avvolta nel freddo pungente di un sabato sera d’inverno e la squadra di Luis Enrique, un laboratorio di calcio moderno fatto di possesso palla e giovani promesse, ospita il Cesena.

Basta poco, pochissimo, per trasformare una cronaca di una partita in leggenda. Appena trentaquattro secondi. Lamela inventa un colpo di tacco delizioso che libera Totti: una rasoiata di destro, complice una deviazione, e Antonioli è battuto sul suo palo. È il gol numero 210 in Serie A.

In quel preciso istante, il Capitano giallorosso raggiunge Gunnar Nordahl, il gigante svedese che per decenni ha custodito il record di reti segnate con un’unica maglia, quella del Milan. Ma si sa, la storia è fatta per essere riscritta.

Passano soltanto altri sette minuti. Ancora Lamela scodella un cross morbido verso il secondo palo. Totti è lì, sospeso in un coordinazione perfetta: colpisce di collo destro al volo e la palla gonfia la rete per la seconda volta.

Sono 211 gol con la stessa maglia. Il record di Nordhal è superato.

Al momento della sostituzione, nel secondo tempo, l’Olimpico esplode in una standing ovation da togliere il fiato. Il coro “C’è solo un capitano” si alza al cielo celebrando non solo un recordman ma un uomo che ha scelto di legare la sua intera vita a un unico colore.

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