Luiso zittisce Stamford Bridge, poi il sogno del Vicenza si spezza
Ci sono immagini che rimangono impresse nella memoria collettiva non per il trofeo sollevato al cielo ma per la bellezza del percorso compiuto.
Il 16 aprile 1998, il Vicenza affronta l'appuntamento più importante della sua storia: la semifinale di ritorno della Coppa delle Coppe contro il Chelsea. Dopo l’1-0 dell’andata al Menti, deciso da una prodezza di Lamberto Zauli, una città intera si ritrova davanti a un televisore col cuore sospeso sognando l'approdo in finale. Tremila tifosi biancorossi, invece, sono riusciti a sostenere la squadra guidata da Francesco Guidolin direttamente dagli spalti dello Stamford Bridge.
Al minuto 32, il sogno sembra realizzarsi definitivamente: Zauli serve un pallone morbido per Pasquale Luiso, il numero 9 vicentino lo trasforma nel gol del vantaggio. Il "Toro di Sora", all'ottavo centro nel torneo, corre verso le tribune con l’indice davanti alle labbra, imponendo a uno degli stadi più caldi d'Europa un silenzio irreale e bellissimo.
Tuttavia, il racconto di quella serata cambia rapidamente. Dopo il pareggio quasi immediato di Poyet, arriva l'episodio che ancora oggi rappresenta il grande rimpianto biancorosso: il secondo gol di Luiso, regolarissimo, annullato per un fuorigioco inesistente. Da quel momento, l'inerzia della partita scivola via dalle mani del Vicenza.
Nella ripresa, il Chelsea di Vialli riesce a far valere la propria qualità. Prima con Gianfranco Zola che di testa trova il raddoppio, poi con Mark Hughes che a quindici minuti dalla fine trova il gol del 3-1 e spegne definitivamente le speranze biancorosse.
Il triplice fischio sancisce la fine di un viaggio europeo incredibile per i ragazzi di Guidolin, tra le lacrime dei tremila vicentini giunti a Londra e l'orgoglio di una squadra che aveva abbattuto Legia, Shakhtar e Roda.
Non c'è il lieto fine, ma ancora oggi tra le strade di Vicenza, rimane l’eco di un’impresa sfiorata e il ricordo di aver giocato alla pari contro una squadra che da lì a pochi anni si sarebbe trasformate in una potenza del calcio mondiale.
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