Il Verona è Campione d'Italia
Nessun sogno è così grande da non poter essere realizzato. Nell'estate del 1984 si pronosticava Juve, Inter, Roma come le candidate principali alla vittoria dello Scudetto. Invece, come nei romanzi di Agatha Christie, l’assassino è sempre quello che non sospetti.
E' il Verona! Una squadra, guidata da un grande condottiero come Osvaldo Bagnoli, riesce nell'impresa di conquistare lo scudetto. Nella città di Giulietta e Romeo, dove nessuno ci era mai riuscito prima (e neanche dopo).
E' l'ultimo scudetto "di provincia"! Un titolo reso possibile da una squadra "operaia", che con la corsa e lo spirito di sacrificio ha dato vita ad una delle più belle favole del calcio italiano. La formazione-tipo era: "Garellik" Garella in porta, "Il Gladiatore" Ferroni, Marangon; Briegel, Tricella e "Quercia" Fontolan in difesa, "Turbo" Fanna, Volpati e Di Gennaro in mediana, davanti la coppia composta dal "puffo al tritolo" Galderisi e dal "cenerentolo" Elkjær.
E si arriva al 12 maggio 1985 quando con il pareggio per 1-1 sul campo dell'Atalanta, l'Hellas Verona di Osvaldo Bagnoli si laurea Campione d'Italia. Un campionato condotto dagli scaligeri fin dall'inizio quando alla prima giornata battono da outsider per 3-1 il Napoli di Maradona. Il Verona chiuse il campionato con 15 vittorie, 13 pareggi e 2 sconfitte davanti al Torino e all'Inter di Rummenigge, lasciandosi dietro anche la Juve di Platini e il Napoli di Maradona così come l'Udinese di Zico, la Roma di Falcao e la Fioretina di Socrates.
Nella festa finale nessuna esultanza isterica, nessuna mossa costruita, solamente l’orgoglio di aver costruito qualcosa di unico e irripetibile.
Per il popolo veronese fu una gioia immensa. Una gioia che non si è più vista e che rende ancora più memorabile l'impresa compiuta dai ragazzi di Bagnoli, eroe eterno che ancora oggi i tifosi continuano a ricordare ed omaggiare.
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